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Energia rinnovabile

Progetto« K50 »: investire nella riduzione delle emissioni di CO2

Sotto il nome in codice « K50 », l‘azienda di produzione di birra Chimay (Chimay Beer Company) ha messo in pratica una politica interna di volontariato che va ben oltre gli accordi di settore e i requisiti di legge. Lo scopo? Arrivare nel 2010 ad una riduzione dell'indice di gas serra (GGI) del 50% rispetto all'anno di riferimento (2001) e ridurre significativamente l'indice di efficienza energetica (EEI). Anche l'azienda casearia Chimay (Chimay Cheese Company) è vincolata ai medesimi obiettivi (con il 2004 come anno di riferimento).

A fine 2008 la produzione di birra aveva già superato le richieste previste per il 2012 dagli accordi di settore, con una riduzione del 18,6% del GGI e del 16,6% del EEI. Anche per lo stabilimento caseario erano ormai stati superate le richieste previste, con una riduzione del GGI del 28,9% e del 26,8% del EEI.

Dalla riduzione dei consumi fino alla produzione di energia rinnovabile: i passi di un approccio ambientale logico e globale

Il primo passo del processo consiste nel ridurre il consumo di energia ove possibile: sostituire valvole, isolare linee di vapore, arrestare le perdite, installare valvole a saracinesca per fermare la fuga di vapore, installare variometri che permettano ai motori di lavorare a velocità diverse secondo la necessità, utilizzando curve di start-up più lente quando possibile. Dal 2003 sono stati approvati numerosi investimenti per garantire un uso razionale dell'energia nel processo industriale.

Nella stessa ottica, dal 2007 abbiamo pratica fatto formazione sull'"eco-guida" di camion e automobili. La produzione indispensabile di aria compressa è stata modernizzata installando compressori di diverse dimensioni per un uso modulare a seconda delle esigenze (2008).

Nel 2008 il sito di imbottigliamento installò anche una macchina sciacquatrice per nuove le bottiglie. Fino ad allora, infatti, le nuove bottiglie (circa il 45% della produzione) attraversavano lo stesso tipo di lavastoviglie usato per le bottiglie riciclate. L'acquisto della sciacquatrice consentì una riduzione del consumo di acqua, di energia (le nuove bottiglie vengono sciacquate in acqua fredda), e di detersivi, riducendo pertanto anche il trattamento delle acque reflue.

Alcune modifiche alle caldaie consentirono il recupero di calore di condense e fumi, preriscaldando l'acqua del circuito di produzione.

Riguardo all'illuminazione, oltre all'uso di luci fluorescenti, lampadine a basso consumo energetico e rilevatori di movimento, la birreria scelse temporaneamente di installare cupole direzionali nei magazzini, con l'idea di estenderle successivamente anche agli impianti produzione al fine di beneficiare dell'aumento dell'illuminazione naturale.

Sono stati dedicati investimenti per separare le acque reflue dalle acque piovane allo scopo di ridurre il lavoro dell'impianto di depurazione: le acque piovane - che scorrono sui tetti e i cortili dell'Abbazia – vengono direttamente deviate nel fiume senza passare dall'impianto di depurazione.

2009: quasi un milione di euro investiti per ridurre le emissioni di anidride carbonica

Il 2009 costituì un passo essenziale: si investirono €985.000 per raggiungere l'obiettivo "K50", equivalente a un risparmio annuo di 519.000 litri di gasolio e di 71.400 kW di energia elettrica.

Un investimento iniziale - l'installazione di uno scambiatore termico all'uscita della sala di cottura della birra - ha permesso il recupero del calore in eccesso (altrimenti perduto) e di utilizzarlo per il riscaldamento dell'Abbazia, risparmiando 75.000 litri di olio combustibile in un solo colpo.

Un'altra modifica dimensionale: all'inizio del 2010 le birre di Chimay hanno un nuovo sistema di bollitura del mosto: il surriscaldatore interno è stato sostituito da un nuovo surriscaldatore che utilizza le tecnologie di risparmio energetico più avanzate. Questo sistema consente il recupero dell'energia contenuta nei vapori del mosto in uscita dalla caldaia, con un risparmio annuo di 119.000 litri di combustibile e una riduzione delle emissioni di CO2 di 223 tonnellate, pari a una diminuzione del GGI del 7,4%.

Consumo e quindi produzione di energia rinnovabile

Dal giugno 2008 il Gruppo Chimay utilizza elettricità “verde” grazie a un contratto con Alp Energie ed Electrabel. Tale accordo ha come oggetto un programma di informazione e di formazione del personale in merito al consumo responsabile. Il gruppo è altresì coinvolto nello sviluppo di un parco eolico sorto nel 2009 nel sito industriale di Baileux, permettendo una fornitura di energia elettrica verde attraverso la rete elettrica.

Il 2009 ha visto l'installazione di una grande superficie di pannelli fotovoltaici sui tetti dell'Abbazia (200 m², che si aggiungono ai 105 m² installati nel 2008). L'insieme di questi pannelli permette un risparmio di 33.640 kW di energia elettrica ogni anno.

Il maggiore investimento dell'anno per produrre energia rinnovabile : l'acquisto di una caldaia a pellet, installata alla fine del 2009. Essa sostituisce un riscaldatore diesel ha una dimensione più adeguata alle reali necessità. Oltre ad una migliore efficienza del riscaldamento, questa nuova caldaia a pellet consente una riduzione annua di 1.100 tonnellate di emissioni di CO2, riducendo il consumo di gasolio di 403.000 litri all'anno, e utilizza materiali principalmente locali. Fuori dai periodi di produzione, fornisce calore all'Abbazia, che d'ora in poi sarà riscaldata interamente da energia rinnovabile. Questo investimento consentirà di raggiungere l'obiettivo prefissato per la birreria della riduzione del GGI del 25%, superando così la barriera del 50% - il famoso "K50" - nel 2010.

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